Italia
Patrimonio en peligro
La Vanguardia, 21 de noviembre de 2002
LA PRESERVACIÓN DEL ARTE HISTÓRICO
Italia: patrimonio en alerta roja
Un estudio denuncia la grave situación de uno de cada tres grandes monumentos
Roger Jiménez - Roma, Corresponsal
Una tercera parte del patrimonio histórico-cultural más valioso de Italia, incluidas Venecia y Pompeya, se encuentra en estado de emergencia, según la denuncia lanzada ayer por el grupo ambientalista Legambiente. Uno de cada tres lugares monumentales está seriamente amenazado por la polución, por el efecto negativo de construcciones ilegales en las inmediaciones, y la masiva presencia del turismo, de acuerdo con el estudio realizado por dicho grupo sobre un total de 36 ciudades, monumentos, obras arquitectónicas y espacios catalogados como patrimonio de la humanidad por la organización cultural de las Naciones Unidas (Unesco).
Legambiente asegura que la alarma no es en absoluto infundada, y que los peligros en torno al patrimonio cultural son múltiples, desde aguas contaminadas hasta edificaciones salvajes que invaden áreas protegidas. "Pero el principal problema reside en cómo se saben apreciar y cuidar las riquezas del país", señaló Federico Sacca, responsable del grupo ecológico.
A modo de ejemplos, Sacca mencionó la fragilidad de una ciudad flotante como Venecia y su plaza San Marcos, erosionadas por aguas contaminadas y el denso e incesante tráfico de embarcaciones. También se refirió al "enorme y desdichado coste" que representa el intenso tráfico urbano en ciudades como Roma, Nápoles o Florencia, o las construcciones ilegales que invaden la histórica ciudad romana de Pompeya o el valle de los Templos Griegos en Agrigento (Sicilia). A su vez, la costa Amalfitana se resiente cada vez más de la explotación de hoteles, restaurantes, lugares de ocio y zonas repletas de embarcaciones.
"Para hacer frente a esta preocupante situación se precisan fondos -que no los hay- y un cambio de actitud en las instancias más directamente implicadas", señala el portavoz de Legambiente. "De lo contrario, algunos de los inestimables tesoros italianos pueden perderse para siempre". En algunos casos, subraya la misma fuente, los responsables de proteger estos lugares no sólo han mostrado negligencia sino que asimismo los han explotado traficando con sus maravillas y objetos artísticos.
También los expertos de la Unesco admiten la delicada situación en que se encuentran algunos de los lugares mencionados, como los templos griegos de Agrigento o la agrupación de pequeñas villas pesqueras en el norte del país conocidas como las Cinque Terre. "La proliferación de casas ilegales en Agrigento lleva a considerar que una bomba no sería una mala solución", añade la misma fuente. Los hermosos templos asentados en las colinas del corazón de Sicilia se encuentran cada vez más rodeados de bloques de apartamentos y casas, algunas de las cuales han resistido la demolición ordenada por las autoridades debido a influencias no especificadas.
El problema de las Cinque Terre, un grupo de bellos pueblos colgados de acantilados sobre el Mediterráneo, es todavía más complejo y ligado a un estilo de vida basado ancestralmente en la agricultura y la pesca, y después en el rápido crecimiento del turismo. Vincenzo Pellegrini, representante de la Unesco en Italia considera que, pese a que se mantiene el cuidado y la atención sobre estos lugares, se precisan más fondos para su preservación. Pero tanto Legambiente como la Unesco coinciden en apreciar un rápido deterioro en miles de iglesias italianas, sedes arqueológicas y monumentos de gran valor histórico. El Ministerio de Bienes Culturales no hace comentarios y un portavoz recuerda que, en el caso de los templos de Agrigento, la responsabilidad recae sobre el Gobierno de Sicilia.
[Texto tomado de la Associazione a difesa dell'ambiente]
Roma. 14 novembre 2002 Comunicato stampa
TRENTENNALE UNESCO
PATRIMONI DELL'UMANITÀ:
IN ITALIA UN SITO SU TRE È IN STATO D'EMERGENZA
L'ALLARME IN UN DOSSIER DI LEGAMBIENTE
La Laguna di Venezia, un sistema fragilissimo e costantemente sotto stress: inquinamento marino, acque alte, traffici petroliferi. Le isole Eolie, paradisi della natura forgiati dal vento e dal fuoco quotidianamente a rischio di marea nera. Le coste dell'arcipelago sono nel bel mezzo di una rotta su cui transitano milioni di tonnellate di petrolio l'anno dirette alla raffineria e alla centrale Edison di Milazzo. La Villa del Casale a Piazza Armerina, un gioiello di incomparabile splendore, conservato in modo pessimo e fatto oggetto dei traffici archeomafiosi. La Valle dei Templi di Agrigento un caso storico dell'abusivismo edilizio italiano. E ancora. La costiera Amalfitana, un tratto di costa che tutto il mondo ci invidia, dove imperversano abusivismo edilizio ed emergenza rifiuti e dove per oltre vent'anni ha troneggiato l'hotel Fuenti, l'ecomostro simbolo della lotta al cemento selvaggio che devasta i litorali d'Italia. Pompei ed Ercolano, le città divenute l'emblema dell'antica civiltà romana, dove emergenza rifiuti e abusivismo edilizio la fanno da padrone. Oppure i centri storici delle più importanti città d'arte del nostro paese, come Roma, Firenze o Napoli, musei a cielo aperto, soffocati da smog, traffico e inquinamento.
In Italia un terzo dei siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità è a rischio: beni culturali e paesaggistici unici al mondo, di inestimabile valore, vittime dell'incuria, del malcostume, l'illegalità. L'Italia è il paese europeo che può vantare più siti di ogni altro, ma il prestigioso titolo conferito, in molti casi, non è servito a preservare questi tesori. E' Legambiente a lanciare l'allarme in un dossier, alla vigilia del trentennale della convenzione creata dell'Unesco con lo scopo di preservare luoghi ed opere irripetibili. Dei trentasette siti italiani, infatti, ben dodici sono afflitti da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro. "Come ha detto Jack Lang, l'Italia è come un signore che sa di avere sotto il suo campo una miniera di diamanti ma preferisce coltivarci sopra patate e costruirci capannoni", ha sottolineato Ermete Realacci, presidente di Legambiente. "Il motto dell'ex ministro della cultura francese esprime bene uno dei grandi paradossi italiani: la fortuna di custodire un patrimonio di arte, cultura, storia unico e irriproducibile, nel quale s'incarna la nostra stessa identità nazionale, e l'incapacità di tutelarlo e valorizzarlo come grande ricchezza culturale e anche come chiave di uno sviluppo nuovo. Un'incapacità che va a colpire anche alcuni dei monumenti simbolo del nostro paese, famosi in tutto il mondo, dichiarati patrimonio per l'intera umanità. La scarsa manutenzione, gli atti vandalici, la cementificazione selvaggia e spesso abusiva del territorio, oggi anche l'inquinamento atmosferico, hanno già distrutto e rovinato moltissimi tesori. E' invece necessario fare del recupero e della valorizzazione dei beni culturali l'asse di un diverso sviluppo, che porti lavoro e benessere e al tempo stesso promuova l'attenzione e l'amore degli italiani verso i tesori d'arte, restituendo contestualmente il senso dell'identità nazionale". E se l'allarme coinvolge i siti dell'Unesco, figuriamoci cosa accade al patrimonio cosiddetto "minore". Quelle migliaia di chiese, opere d'arte e monumenti che costellano ogni angolo della penisola e che versano spesso in uno stato di totale abbandono.
L'Ufficio stampa 06.86268355-77-99
I SITI UNESCO IN ITALIA
1979 – L'arte Rupestre della Val Camonica
1980 - Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo
1980 – Il centro storico di Roma L
1982 – Il centro storico di Firenze L
1987 - Venezia e la sua Laguna L
1987 - Piazza del Duomo a Pisa
1990 – Città del Vaticano
1990 – Il centro storico di San Giminiano
1993 – I Sassi di Matera L
1994 – Vicenza e le Ville del Palladio
1995 – Il centro storico di Siena
1995 – Il centro storico di Napoli L
1995 – Crespi d'Adda
1995 – Il centro storico di Ferrara
1996 – Castel del Monte
1996 – I Trulli di Alberobello L
1996 – I monumenti paleocristiani di Ravenna
1996 – Il centro storico di Pienza
1997 – La Reggia di Caserta, il Parco e San Leucio
1997 – Le residenze Sabaude
1997 – L'Orto Botanico di Padova
1997 – Modena: la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande
1997 – Pompei, Ercolano, Torre Annunziata L
1997 – La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina L
1997 – Il Villaggio Nuragico di Barumini
1997 – Portovenere, Cinque Terre e Isole
1997 – La Costiera Amalfitana L
1997 – L'area archeologica di Agrigento L
1998 – Il Parco Nazionale del Cilento L
1998 – La zona archeologica e la Basilica patriarcale d'Aquilieia
1998 – Il centro storico di Urbino
1999 – Villa Adriana a Tivoli
2000 - La città di Verona
2000 – Le isole Eolie L
2000 – Assisi
2001 – Villa d'Este, Tivoli
2002 – Città Barocche della Val di Noto
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